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Piano artistico generale

Tutti gli spettacoli dal vivo previsti per Immagini dell’Interno 2020 vengono riconvertiti ad una fruizione pubblica tramite streaming, naturalmente nelle possibilità e nella disponibilità artistica e creativa delle compagnie e con la facoltà di aderire o meno al nuovo contesto performativo. Questo elemento di riconsiderazione sta avvenendo e potrebbero scaturire alcuni dinieghi a fronte di adesioni nuove. In questa nuova visione vi è la collaborazione artistico-organizzativa di altre realtà quali Metamorfosi Notturne e Noja Recordings, associazioni e collettivi attivi nell’ambito delle arti contemporanee di Torino. L’incertezza delle fasi normative fin qui dettate, non permette una calendarizzazione precisa, ma resta immutato il programma di massima di 8 compagnie più un workshop online di costruzione e per quel che concerne il piano economico ci saranno degli scostamenti per le questioni tecniche da implementare, per le pratiche di sanificazione da perpetuare e per una diversa comunicazione in linea con la digitalizzazione del progetto.
La sala, che accoglie da 12 anni abitualmente gli spettacoli al chiuso, assumerà nuove caratteristiche e capacità tecniche digitali di presentazione pubblica ad uso teatrale.
Si passerà da un programma ad un palinsesto del festival IMMAGINI dell’INTERNO 2020 che si dipanerà per le diverse presentazione e partecipazione con piccoli periodi necessari di residenza per adattarsi e riflettere sulle possibilità creative del mezzo streaming. Questa è la motivazione per cui si dovrà riversare il programma in lasso di tempo più largo e frazionato in più parti. Inoltre non è possibile, per le necessarie cautele di carattere sanitario e l’adattamento della compagnia allo strumento streaming, proporre un programma di spettacoli con orario ravvicinato.


Obiettivi di valore

Questa, protagonista in molti pensieri e progetti innovativi come evidenziato oramai da molti operatori, non vuole essere un’operazione di carattere prettamente emergenziale ma può essere una operazione di più largo respiro.
Offriamo alle compagnie l’ipotesi di un nuovo orizzonte con cui confrontarsi nella propria produzione e nella loro fase creativa, attività di quegli artisti che, sebbene si trovassero in una situazione di difficoltà nella chiusura, non hanno mai smesso di essere operativi e produttivi di pensieri, indagine e ricerca di nuove prospettive. L’iniziativa vuole dare l’opportunità al sommerso degli artisti dello spettacolo di continuare il loro lavoro, per farlo emergere e difendere con la forza delle idee.

Fruizione streaming Nazionale ed Internazionale

In questa modalità di offerta e produzione artistica si aprono i confini non solo nella parte creativa e innovativa ma anche in quella della fruizione e della sua collocazione territoriale. Si aggiungerà alla platea virtuale del cerchio più prossimo, quella nazionale e internazionale.
Dietro specifico invito ed espressamente contattati operatori culturali e artisti internazionali saranno invitati a condividere l’esperienza, diffonderla e partecipare a momenti di riflessione su ciò che è stato fatto.
Questa operazione darà un respiro internazionale all’iniziativa e darà ancora più senso all’aspetto della fruizione tramite streaming. Si potrà quindi creare un festival diffuso, che avrà un suo baricentro operativo nel territorio di Pinerolo ma che si irradierà a livello nazionale e internazionale con le sue proposte più innovative nel campo teatrale.
Re immaginare l’intervento all’aperto e dei luoghi del sociale - progetta un “luogo altro” virtuale
Sempre suggerita dall’obbligo di rigoroso rispetto della normativa che entrerà in vigore il 15 giugno per i Teatri ed i Cinema ma anche per gli spettacoli all’Aperto, e restando perciò nell’alveo di prudente partecipazione delle persone agli eventi, siano esse lavoratori dello spettacolo o fruitori dell’evento, in questo periodo sospeso, si è innestato un processo di riflessione che si è articolata con una proposta adattiva al contesto pandemico.
Un’idea che ha come fondamento quello di salvare lo spettacolo dal vivo anche all’aperto e che tocchi i luoghi del disagio e della socialità emarginata. Questo pensiero ha portato quindi la direzione artistico/organizzativa del festival Immagini dell’Interno 2020, ad immaginare “luogo altro” virtuale.
Non sarà solo con intenzioni emergenziali che si concretizzerà la nuova scena di fruizione, ma il progetto vuole rispondere in toto ad una ibridazione tra luogo reale e luogo virtuale.


La serie di spettacoli dal vivo previsti per Immagini dell’Interno 2020 verranno quindi ripresi e riconvertiti ad una fruizione pubblica “all’aperto” tramite lo streaming. In questo progetto originale, si innesta una riproiezione istantanea in modo tale che gli spettacoli, realizzati al chiuso a cui si accede tramite il passaggio in streaming live attraverso un computer, potranno essere riproiettati con un proiettore video (anche casalingo), in ogni angolo e parete della città, oppure anche in luoghi particolari come le case di riposo, le case d’accoglienza, tutti i luoghi di disagio, ecc.. Vi sarà un invito esplicito alle persone di compiere questa operazione dalla loro casa, dal loro luogo di lavoro sociale, anche dalla loro finestra e dal balcone. I passanti, vicini, cittadini, assisteranno in modo inconsapevole ad un’opera d’arte audio-video che accadrà sui muri dei palazzi senza preavviso.

Questa compartecipazione ha un valore non solo estetico e di forte innovazione ma anche contiene l’elemento partecipativo delle persone, che concorreranno alla diffusione del contenuto artistico. Più la manifestazione prenderà corpo più si rifletteranno come in un gioco di specchi le immagini degli spettacoli; naturalmente nella fase della proiezione si dovrà tener conto dell’altrui privacy e del pieno rispetto del vicinato.
Nel progetto si rispecchia la coerenza di una presenza consapevole e in questo caso empatica, in cui, per la modalità della riproiezione dello streaming, riprende l’idea della funzione fondamentale del “pubblico”, sebbene non dal vivo.
Non sarà quindi, un surrogato dell’intrattenimento ad uso e consumo della bulimia internettiana, ma una richiesta di collaborazione alle persone per essere, come lo erano prima, non solo la massa critica della fruizione ma anche quella che costituiva la cornice di valore morale degli spettacoli.