27 novembre ore 16.30 Teatro del Lavoro

TEATRO TEATRO TONDO

Le GUARATTELLE di PULCINELLA

di e con Gianluca Di Matteo

 per tutti i pubblici

Chi è Pulcinella

Pulcinella non ha bisogno di presentazioni. Da Mr.Punch a Kasper, da Gasparko a Vitez Laszlo, dalla Francia alla Russia, dalla Spagna alla Romania la tradizione passa da Pulcinella. Pulcinella burattino racchiude in sé tutte le simbologie accumulate in migliaia di anni. Un significato rituale che le maschere hanno poi in parte perso con la commedia dell’arte. Le origini di Pulcinella si perdono nella storia e di lui si raccontano le storie più incredibili. Qualcuno dice che per riposarsi Dio lo creò il settimo giorno, altri lo sentirono cantare serenate alla luna in cima alla torre di Babele... La cosa certa è che mio padre, a Napoli, da bambino andava alla ricerca della baracca dei burattini per vedere gli spettacoli di Pulcinella.

 

Lo spettacolo

Le guarattelle sono gli spettacoli tradizionali dei burattini napoletani a guanto. Pulcinella Cetrulo d’Acerra in questi antichi canovacci si incontra e si scontra con figure mitiche del teatro popolare: il guappo, la guardia, l’amata,... Dal loro incontro scontro nasce sempre una situazione divertente, irriverente, catartica.
La voce di Pulcinella somiglia a quella di una papera, è molto potente ed è prodotta con particolare strumento chiamato “pivetta”. Il ritmo (la ribalta del teatrino in certi momenti suona come se fosse una vera e propria batteria) e l’equilibrio fra il testo e il gesto, fa sì che lo spettacolo coinvolga anche chi, non napoletano, o addirittura straniero, non comprende tutte le battute. ‘E guarattelle sono un po’ come una canzone: canticchi, balli, ti lasci trasportare. E allora come dice sempre Teresina, l’eterna fidanzata di Pulcinella: “Canta canta Pulecenella, che ‘a vocella tója m’ piace assaje “.

Il teatrino dove sono rappresentati gli spettacoli è una baracca aperta, che permette movimenti più ampi e a volte la possibilità di sbirciare il “dietro le quinte”, come capita spesso quando si lavora in strada.
Gli spettacoli hanno infinite variazioni e lo stesso canovaccio raccontato più volte sarà sempre diverso.