top of page
Logo_LT_new.jpg
b9806381-a119-43da-9822-40905b6e9637.jpg

Il festival, giunto alla sua 31ª edizione, si propone come un laboratorio di sperimentazione artistica, dove il teatro di figura si fonde con altre forme espressive.

La manifestazione si può definire come un "festival dell’ibridazione e dell’irrealtà", sottolineando l'importanza dell'incontro tra marionette, burattini, ombre e corpi, e l'integrazione di linguaggi come la danza, la musica e la videoarte.

IMMAGINI dell'INTERNO 2025

 arte della figura e cultura teatrale contemporanea

Unknown.jpeg

Amalia Franco - CORO. Una specie di popolo

Nella commistione tra la danza, il teatro di figura e la parola, l’artista esplora il Coro come entità fisica, sentimentale e di pensiero.

Nella sua manifestazione più evidente il Coro è una pacifica masnada di marionette dedita a un movimento continuo e mai uguale di salita e discesa, ascesi e gravità. Una specie di popolo - e qui la forma fisica trasuda in quella sentimentale - ma eterno, senza storia, come gli angeli o come la plebe. Nel Coro è impossibile distinguere ciò che è unico da ciò che è replica, ogni marionetta è sempre la stessa e testimonia sempre il coro attraverso la propria forma singolare di creatura che striscia e che vola, canticchia e si contorce, muore e si eterna, nella grazia del sempre medesimo movimento di chi scende e chi sale. Le creature del Coro sono la forma di un sentimento comune, il punto d’incontro tra il pensiero sottile e la manifestazione della materia.

Il cubo è lo spazio di quest’incontro: lo spazio nello spazio e il teatro nel teatro, l’artificio, specie di baracca di marionette, oggetto cosmologico, solido platonico tragico nella sua immobilità e macchina teatrale che muove e

danza le figure.

In questo andirivieni tra oggetti fisici, sentimentali e di pensiero, tra il visibile e l’invisibile, tra l’uno e i tanti, tra il cielo e la terra, avremo una guida, il Poeta, o il Buffone, specie di Caronte zoppo, che attraversa questo inframondo materico fatto di figure e parole d’amore.

Una prima domanda che ha guidato la ricerca è: ‘Che tipo di materia è quella che ci porta in prossimità dell’inesistenza?’ Coro procede per emersioni: ha la forma di una costellazione indisciplinata, i cui oggetti si presentano come cose del mondo, per niente astratti dunque, eppure lì per esibire la propria immaterialità.

Amalia Franco

Opera_senza_titolo-2 2.png

Chiara Gistri - NORAH, questo è teatro?

Norah, sospesa in un baule, celebra finalmente il momento dell’incontro con gli ospiti: lə attende da tempo con il desiderio profondo di chi è pronto ad accogliere qualcosa di vitale (importanza). Prende forma una promessa, l'incontro diventa un gioco tra Norah e i bambini, realtà e finzione si mescolano nella costruzione di una relazione, e allora sorge la domanda: questo è Teatro? Cosa aspetta Norah di così importante?"

Chiara Gistri

CAterina2.jpg

Collettivo Informale Camera Chiara - BLUIRE

Performance a cura del Collettivo Informale Camera Chiara

Drammaturgia collettiva di Giulietta DeBernardi Sofia Bottari Alberto Danzi Caterina Momo Alberto Momo Daniela Parafioriti Paolo Leonardo Arianna Uda

In scena Giulietta Debernardi e Caterina Momo

Musica live Alberto Danzi

Testi Daniela Parafioriti

Video immagini Alberto Momo Paolo Leonardo

Scene realizzate da Arianna Uda in collaborazione con Damiano Privitera

Bluire nasce nell’eco di chi è stato, di quello che resta, l’eco tra le generazioni.

In scena una madre e una figlia si muovono tra memorie e sogni, mondi surreali e reali.

Linguaggi diversi dialogano nell’ibridazione tra corpi, ombre, parole e materia, indagando lo speculare.

Chiara Gistri

thais_hercules.jpg

Juliana Notari - HABITATA

Il corpo non è mai solo un corpo. Porta con sé memorie, personalità, desideri, sentimenti e una complessità unica di funzionamento. Partendo dal disagio e dal peso di essere socialmente definita come donna, la marionettista si immerge in un processo profondo di indagine per rivelare tutte le altre entità che la abitano e desiderano coesistere ed esprimersi.

Possono inghiottire il mondo intero: la terra, l’acqua, le piante, le lacrime, i sospiri, le pietre. Una cosa è certa, non muore di fame, vive dentro di sé.

Juliana Notari

IMG_5629.jpg

C.Taglietti - V. Turrini - LE RADICI dell'OMBRA

Un’immersione tra ombre di animali selvatici e domestici, proiettate dalle loro sagome in luce, realizzate in cartone e materiali naturali, come totem degli stessi viventi. Quadri di elementi vegetali, dettagli di piante, che in ombra mostrano il loro potenziale narrativo.

Nell’essenzialità dell’ombra si distilla la forma e il carattere del vivente, vegetale e animale.

Il primo seme di questo lavoro è nato durante la Residenza di Ricerca dell’artista Carla Taglietti a Pianpicollo Selvatico, un luogo naturale nell’Alta Langa. Uno spazio popolato da molti animali e piante che, con lo scorrere delle stagioni, l’artista ha conosciuto e vissuto seguendo la sua pratica di presenza, ascolto e attenzione, per riscoprire la relazione profonda con il vivente e per sentirsi “essere tra esseri, testimone della vita che scorre”. In seguito il lavoro si è completato con i canti e le musiche di Valentina Turrini e le parole di Alice Benessia.

In questo viaggio il pubblico è protagonista. E’ affidato a lui il piacere di animare le sagome degli animali, farli correre, dare loro la vita muovendo le luci a disposizione e così muovendo le loro ombre. Alle artiste è affidato il compito di accompagnare l’esperienza visiva con la parola, la musica, il canto dal vivo, cercando di comporre un paesaggio sonoro in relazione

"E’ chiaro dentro di me, è a Loro, ad Animali e Piante, che voglio dedicare la mia attenzione ed omaggiarli per la loro bellezza e insegnamento".

Carla Taglietti - Valentina Turrini

C_LVanseviciene-87.jpg

Teatro Historijos - GALAXIES

La vita dell'adolescente Karol è una delicata danza tra la passione per i misteri del cosmo e le difficoltà legate alla comunicazione. Karol, affetto da disturbo dello spettro autistico, percepisce il mondo come un'enorme cacofonia in cui ogni suono, sapore, tocco e odore viene amplificato, così che le cose che ci sono comuni gli sembrano estranee. Il luogo più sicuro per lui è la stanza – un rifugio che il ragazzo trasforma in un'astronave, intraprendendo viaggi straordinari verso pianeti lontani, alla ricerca della sua (neuro)tribù – una comunità che lo capisca veramente. Combinando elementi di carta e teatro drammatico, il team creativo di "Galaxy" porta gli spettatori in una pedizione nello spazio, riflettendo il mondo interiore di Karol.

Mentre esplora le stelle, sua madre diventa un ponte tra la galassia di Karol e il pianeta delle persone neurotipiche. Basato su un'opera teatrale originale, questo spettacolo non è solo un

viaggio nello spazio, ma anche un viaggio verso l'empatia e la comprensione. In un universo che potrebbe sembrare isolato e fuorviante, "Galaxies" diventa un delicato promemoria del fatto che ogni persona cerca in modo unico il suo posto tra le stelle.

La regista dello spettacolo Jūratė Trimakaitė è vincitrice della Croce d'Oro dello Stage e crea spettacoli di teatro di marionette originali in Lituania e all'estero. La scenografa Medilė Šiaulytytė ha ricevuto due premi Croce d'Oro dello Stage per le sue opere.

Project Name

2023_Gulari.jpeg
IMG_0228.HEIC

USANGINEN

Usaginingen è un gruppo di artisti formatosi a Berlino nel 2011. Le loro performance, create utilizzando dispositivi visivi e strumenti musicali autocostruiti, sono acclamate a livello internazionale per la loro innovativa fusione di espressione analogica e digitale. Nel 2014, hanno ricevuto il Gran Premio al Reykjavik Visual-Music Festival in Islanda. Nel 2021, hanno completato un tour nazionale di 38 città in Giappone con il supporto del programma "ARTS for the future!" dell'Agenzia per gli Affari Culturali e sono stati protagonisti di uno spot pubblicitario di Apple Giappone nello stesso anno. Ad oggi, si sono esibiti in 28 paesi. Il gruppo è composto da Shinichi Hirai, che si occupa di audio, progettazione delle attrezzature e progetti comunitari; Emi Hirai, che dirige la produzione visiva, inclusi video e disegno; e il loro figlio in età scolare, Kaina Hirai, che si è unito al gruppo nel 2024, formando insieme un team creativo a conduzione familiare.

Diego Scarponi - MASKE!

Il progetto, iniziato nel settembre 2024, ha coinvolto oltre 100 studenti e 20 insegnanti dell’IC Pinerolo 4, e ha proposto un percorso di narrazione audiovisiva a partire dalle fiabe tradizionali delle masche, fortemente radicate in Piemonte e nel pinerolese, rielaborandole attraverso materiali concreti come i burattini e le marionette per aprire una riflessione su temi attuali e aderenti al vissuto dei bambini e delle bambine che hanno partecipato alle attività.

Quattro storie, quattro classi, quattro stagioni e quattro fasi lunari. Una circolarità di numeri, temi, cicli. Fate, fattucchiere, maghe, streghe, masche. Un ecosistema narrativo gioioso, vivace, solare e al tempo stesso pauroso, notturno e misterioso, che racconta di ecologia, tradizione, fantasia, dove il ruolo dei bambini e delle bambine è centrale, e dove il linguaggio cinematografico si mescola a quello letterario e del teatro di figura.

Antonella D'Ascenzi - FILAR

2.FILAR.jpg

Antonella D'Ascenzi - FILAR

Filar è una pièce di danza contemporanea e poesia visiva che parla della forza della relazione tra corpi e oggetti, una relazione che si sviluppa dalla distanza dei fili. Come sentire l’altro corpo, quello di una marionetta, a questa distanza? La storia di Filar è quella di un mondo che si costruisce ogni giorno e crolla all’improvviso. Quando c’è una crisi, allora, come possiamo ricostruire una comunità e sentire di vivere in una rete di fili e relazioni? I fili creano una connessione invisibile tra tutto ciò che accade, i fili ci uniscono alle nostre famiglie, agli amici o alle persone con cui condividiamo percorsi. I fili mantengono la connessione a distanza.

IMG_6359.JPG

Mariangela Martino - LA PIANISTA IMPREVISTA

Un pianoforte (digitale) in esposizione e un’hostess entusiasta che invita il pubblico a suonarlo: ma lei si stufa presto e dimostra a tutti come si suona davvero, fino all’arrivo del grande pianista il Maestro Nonpionaota ( il pupazzo).

La Pianista Imprevista esegue musica classica, moderna e tango, ma non suona seduta e composta.

Si sdraia sullo sgabello e suona in posizione orizzontale, al contrario, solleva una gamba e suona in arabesque, danza tra una nota e l'altra, e manipola il suo pupazzo. 

Lei suona mentre crea forme col corpo: quasi quasi crede di essere una ballerina! 

Insomma, suona una musica che è tutta da guardare!

Screenshot 2025-05-28 alle 11.22.08.png

La Catinella - LA FESTA DEI DIRITTI

Una fiaba ispirata al testo in versi “Lo zio Diritto” che Roberto Piumini dedica ai bambini e ai loro diritti

di cittadini nel mondo. Chi è il misterioso Zio Diritto? Nemmeno Agostino e i suoi amici lo sanno bene.

Sanno solo che quando qualcuno ti fa delle prepotenze non devi esitare a chiamarlo: con un biglietto, un messaggio nella bottiglia o con la semplice forza del pensiero.

Lo Zio Diritto arriverà, in uno dei suoi tanti travestimenti, per rimettere le cose a posto. Lui sa come

aiutare i bambini, sa come raddrizzare i torti. Sarà per questo che lo chiamano Zio Diritto?

Uno spettacolo di narrazione e teatro di figura per raccontare ai bambini quali sono i loro diritti, sanciti dalla Convenzione sui diritti dell’infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989.

Foto.jpg

Burattini di Varese - PUNTINO e ALTRE STORIE

Puntino e altre storie racchiude sei brevi storie presentate con l’antica tecnica del teatro tradizionale giapponese del Kamishibai.

La moderna interpretazione della tradizione  proposta da  Chicco Colombo del Teatro dei Burattini di Varese, rende questa esperienza teatrale un incontro curioso e interessante sicuramente inconsueto.

Protagonista delle sei storie è Puntino un personaggio semplice , ma dotato di fantasiose possibilità di racconto di storie realizzate con suoni, parole, e disegni che diventano scene e drammaturgia per il piccolo teatrino di carta.

bottom of page