XXVIII Festival Immagini dall'Interno

l'altro teatro

Di tutto restano tre cose:

la certezza, che stiamo sempre iniziando, 

la certezza, che abbiamo bisogno di continuare,

la certezza, che saremo interrotti prima di finire

Pertanto dobbiamo fare:

dell’interruzione, un nuovo cammino

della caduta, un passo di danza,

della paura, una scala,

del sogno, un ponte

del bisogno, un incontro.

 Fernando Pessoa

Nell’analisi di questo periodo complesso e della resilienza necessaria in relazione alla realtà in generale, il Teatro di Figura ha bisogno di un progetto redatto con criteri di produzione che attraversi con competenza l’operatività organizzativa senza tralasciare/tradire la compiutezza dell’obiettivo primario artistico e sociale di fondo.

È determinante per il teatro perseguire il cambiamento (in meglio) della società e non solo il suo intrattenimento.

Nel comporre le linee portanti del progetto XXVIII Festival Immagini dell’Interno, è per noi indispensabile abbracciare con onestà intellettuale, una proposta che coinvolga istituzioni pubbliche, private e le risorse proprie per dare spessore al progetto, un’articolazione di eventi che si relazioni con l’esterno con una visione organizzativa robusta ma soprattutto originale.

Alla stregua di altre realtà teatrali, che riteniamo di pubblica utilità come esperienze vive di cultura diffusa nei territori, la nostra associazione gestisce uno spazio che per l'attività svolta, nel tempo si è percepito come luogo “istituzionale”, fautrice di realtà professionali, che non si è rinchiuso su criteri amministrativi e gestionali, ma giustifica la sua esistenza, nell’assunzione del ruolo di vaso linfatico creativo nella e della società.

Il 2022 si presenta di nuovo con molte preoccupazioni che vanno al di là, ahimè, della sfera artistica, che ci pongono di fronte alla domanda di senso ultimo del nostro operare: può essere utile ciò che facciamo? Viviamo di nuovo una situazione di sospensione e incertezza con la domanda imperante sul “perché” si dovrebbe procedere.

Questo stato d’inquietudine ci ha fatto assegnare come sottotitolo a Immagini dell’Interno “l’altro teatro” un suffisso che rappresenta la chiave di lettura per continuare in una situazione drammatica di crisi internazionale. Altro Teatro sta per un teatro di riflessione e non dell’oblio, utile per formarci e prepararci a ciò che potremmo e dovremmo affrontare. Continuiamo quindi a immettere nel complesso contesto attuale, quell’energia di chi crede che sia possibile vincerla questa scommessa, e lo vuol fare con le testimonianze dal vivo.

Ci teniamo a sottolineare che si salvaguarderanno i valori artistici, sociali e di condivisione, valori che l’associazione ha fin qui professato e perseguito, sia nell’opera di intervento culturale territoriale, sia in quello appartenente ad un panorama teatrale nazionale e internazionale legate ai fatti dell’oggi.

Con e per questo obiettivo il progetto è fortemente indirizzato per un teatro d’arte e per uno RAPPRESENTAZIONE  intesa come necessità, un concetto pervaso di spirito creatore di comunità, innovativo delle coscienze e indispensabile in ogni ambito della nostra vita.